Skip to content

Clinique le Ser May

Actualités

Come individuare ed evitare le attitudini viziose nel settore sanitario

Un atteggiamento vizioso nell'ambiente professionale della salute indica un comportamento ripetuto, spesso discreto, che degrada le condizioni di lavoro di uno o più…

Infirmière aux bras croisés dans un couloir d'hôpital illustrant les tensions et attitudes toxiques en milieu de santé professionnel
5 min

Un atteggiamento vizioso nell’ambiente professionale della salute indica un comportamento ripetuto, spesso discreto, che degrada le condizioni di lavoro di un o più colleghi. Osservazioni svalutanti durante le riunioni di servizio, ritenzione di informazioni cliniche, esclusione durante le comunicazioni: questi comportamenti rientrano nella violenza interna tra professionisti, una categoria giuridicamente distinta dalle aggressioni commesse dai pazienti o dai loro familiari.

L’accordo nazionale interprofessionale del 26 marzo 2010, che recepisce l’accordo quadro europeo del 26 aprile 2007, descrive precisamente queste forme di violenza tra colleghi o con la gerarchia.

Violenza interna negli istituti di salute: una zona grigia statistica

I concorrenti di questo articolo trattano quasi esclusivamente delle violenze esterne, quelle dei pazienti nei confronti degli operatori sanitari. Gli atteggiamenti viziosi tra professionisti rimangono un angolo morto.

Nonostante il quadro giuridico fornito dall’accordo interprofessionale del 2010, nessuna statistica nazionale registra i casi di mobbing riconosciuti da un giudice in ambito ospedaliero. Il numero di esaurimenti professionali formalmente riconosciuti dagli istituti non è ulteriormente consolidato. Questa mancanza di dati crea un paradosso: i testi definiscono chiaramente i comportamenti vietati, ma la loro misurazione rimane invisibile su scala di sistema.

Numerose risorse documentano questi atteggiamenti viziosi su Relais Santé distinguendo i meccanismi propri del settore ospedaliero da quelli osservati in altri ambienti di lavoro. La specificità della cura (emergenza, responsabilità vitale, gerarchia medica marcata) favorisce la banalizzazione di alcuni comportamenti che altri settori qualificherebbero immediatamente come mobbing.

Due professionisti della salute in una sala pausa di ospedale che illustrano una relazione di potere tossica e un atteggiamento aggressivo al lavoro

Riconoscere un atteggiamento tossico: criteri fattuali e segnali d’allerta

Un comportamento occasionale, anche se sgradevole, non costituisce un atteggiamento vizioso. Il criterio determinante è la ripetizione. Il diritto del lavoro francese richiede comportamenti ripetuti che abbiano come oggetto o effetto un degrado delle condizioni di lavoro.

Forme comuni nei servizi di cura

Alcuni comportamenti passano facilmente sotto il radar in un servizio sotto tensione. Nonostante ciò, sono documentati dalla giurisprudenza recente.

  • La ritenzione di informazioni cliniche: un collega omette sistematicamente di trasmettere elementi durante i passaggi di turno, mettendo in difficoltà il team successivo di fronte al paziente.
  • Il management per terrore: un dirigente utilizza i turni, la distribuzione delle guardie o le valutazioni come leve di pressione personale piuttosto che come strumenti di organizzazione.
  • L’isolamento progressivo: un professionista è escluso dalle riunioni di team, dalle formazioni interne o dalle decisioni collettive senza giustificazione legata alle sue competenze.
  • Le osservazioni svalutanti ripetute davanti ai pazienti o alle famiglie, che indeboliscono sia la credibilità dell’operatore sanitario interessato sia la qualità percepita delle cure.

Distingere pressione del servizio e comportamento deliberato

Il sovraccarico di lavoro genera tensioni legittime. Un tono secco durante un’emergenza non ha lo stesso significato di un’umiliazione ricorrente in uno staff medico. Il carattere mirato e ripetuto distingue l’atteggiamento vizioso dallo stress collettivo. Quando un solo membro del team concentra sistematicamente le critiche o i compiti ingrati, la probabilità di un comportamento deliberato aumenta.

Quadro giuridico recente: ciò che la giurisprudenza impone ai datori di lavoro

La Corte di Cassazione ha recentemente rafforzato gli obblighi dei datori di lavoro in materia di mobbing. Ora impone un esame globale dei fatti presentati dal lavoratore, e non un’analisi isolata di ogni singolo incidente. Un istituto che escluderebbe i comportamenti uno per uno, giudicandoli individualmente benigni, si espone a una riqualificazione giudiziaria.

Questa evoluzione giurisprudenziale cambia le regole del gioco per i servizi sanitari. Un piano sfavorevole preso singolarmente sembra insignificante. Combinato con un’esclusione delle comunicazioni e osservazioni ripetute, costituisce un insieme che il giudice deve valutare nel suo complesso.

Inoltre, si delinea un obbligo di indagine interna in caso di segnalazione di violenze sessiste e sessuali nei testi recenti. Gli istituti di salute, dove coesistono statuti vari (medici ospedalieri, contrattuali, interinali, liberi professionisti), dovranno strutturare procedure adeguate a questa diversità.

Medico donna stanca sola nel suo ufficio che illustra l'impatto psicologico degli atteggiamenti viziosi nell'ambiente professionale della salute

Prevenzione degli atteggiamenti viziosi: meccanismi concreti negli istituti

Identificare un comportamento non è sufficiente. La prevenzione si basa su dispositivi organizzativi, non sulla sola vigilanza individuale.

Tracciabilità delle segnalazioni

Un registro interno di segnalazione, distinto dal registro degli eventi indesiderati legati alle cure, consente di documentare i fatti con date, testimoni e descrizioni fattuali. Senze una traccia scritta datata, la prova di un mobbing diventa estremamente difficile da stabilire.

Ruolo del collettivo di lavoro

I team che praticano debriefing regolari dopo situazioni di tensione individuano prima le deviazioni relazionali. Questi momenti di scambio non sostituiscono una procedura formale, ma creano uno spazio in cui nominare un comportamento problematico diventa possibile prima che si cronicizzi.

  • Formalizzare momenti di parola in team, animati da un terzo (psicologo del lavoro, mediatore), almeno una volta per trimestre.
  • Integrare negli incontri annuali una domanda sulle relazioni di lavoro all’interno del servizio, non solo sugli obiettivi delle cure.
  • Formare i dirigenti di prossimità a distinguere tra autorità legittima e pratiche manageriali abusive, un punto raramente affrontato nei corsi di management in salute.

La prevenzione dei rischi psicosociali nel settore della salute soffre di un disallineamento tra i testi disponibili e la loro applicazione concreta nei servizi. L’accordo interprofessionale del 2010 fornisce un quadro, la giurisprudenza lo precisa, ma l’implementazione di dispositivi operativi rimane a carico di ciascun istituto, con mezzi e livelli di maturità molto diseguali.

Come individuare ed evitare le attitudini viziose nel settore sanitario